Spritz Veneto: storia, ricetta, curiosità e tradizione

Storia e ricetta dell’aperitivo veneto

Il grande aperitivo veneto, dai bacari al mondo

C’è chi lo ordina all’ora dell’aperitivo, chi lo considera praticamente un rito quotidiano e chi, appena sente la parola Spritz, pensa subito a Venezia.

In effetti, lo Spritz è molto più di un semplice cocktail.

È un pezzo della cultura del Veneto, un’abitudine conviviale nata dall’incontro tra vino, acqua frizzante e tradizioni mitteleuropee e poi trasformata, nel corso del Novecento, nell’aperitivo colorato che conosciamo oggi.

E c’è una bella notizia per chi ama i prodotti tipici veneti: dal 2024 lo Spritz è ufficialmente inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Veneto.

Insomma, quel bicchiere arancione che sembra così semplice ha alle spalle parecchia storia.

Da dove nasce lo Spritz?

La storia dello Spritz comincia molto prima di Aperol, Campari e Prosecco.

Le sue origini vengono generalmente collegate al periodo della dominazione asburgica nel Veneto, nell’Ottocento. I soldati e gli altri cittadini di area germanofona erano abituati a bevande meno alcoliche e avrebbero preso l’abitudine di allungare il vino locale con acqua.

Il nome stesso sembra essere legato al verbo tedesco spritzen, cioè “spruzzare”. Treccani ricorda infatti che il termine appartiene al dialetto del Triveneto e deriva probabilmente dal tedesco spritze, “spruzzo”.

Una curiosità interessante è che le prime testimonianze della parola sono più tarde di quanto spesso si racconti: Treccani cita una testimonianza del 1857, proveniente proprio da Venezia, nella quale compare il termine spritzer riferito al vino mescolato con acqua frizzante.

Quindi meglio non raccontare la solita leggenda come una certezza assoluta: la storia è più sfumata, ma il legame tra il Veneto e l’origine dello Spritz è solidissimo.

Dal vino all’aperitivo che conosciamo oggi

All’inizio lo Spritz era molto semplice.

Vino e acqua.

Con la diffusione dell’acqua di seltz e dell’abitudine all’aperitivo, la bevanda iniziò a cambiare.

Tra Venezia e Padova si affermarono progressivamente versioni con l’aggiunta di bitter e aperitivi amari.

Ed è qui che entrano in scena due nomi diventati fondamentali.

Nel 1919, a Padova, i fratelli Luigi e Silvio Barbieri crearono Aperol dopo anni di sperimentazione. L’azienda racconta che il prodotto divenne particolarmente popolare nei caffè padovani e nei bacari veneziani.

Nel 1920, invece, a Venezia nacque Select, creato dai fratelli Mario e Vittorio Pilla. Il marchio venne registrato il 29 maggio 1920.

Ed è proprio il Select a essere ancora oggi uno degli ingredienti più legati alla tradizione dello Spritz veneziano.

Spritz, Aperol Spritz e Spritz veneziano: qual è la differenza?

Qui vale la pena fare un po’ di chiarezza.

Spritz è il nome generale della preparazione.

Aperol Spritz è la versione preparata con Aperol.

Spritz veneziano è invece una delle interpretazioni tradizionali legate a Venezia, storicamente associata al Select.

Non esiste quindi un unico Spritz universale.

Cambiano il bitter, il vino o Prosecco utilizzato, le proporzioni e perfino la guarnizione.

L’IBA, l’International Bartenders Association, ha però codificato lo Spritz nella propria lista internazionale: la ricetta prevede 90 ml di Prosecco, 60 ml di Aperol e una spruzzata di soda, con ghiaccio e fetta d’arancia.

La ricetta dello Spritz secondo l’IBA

Se volete prepararlo a casa, questa è una delle versioni più semplici e riconoscibili.

Ingredienti per 1 Spritz

  • 9 cl di Prosecco
  • 6 cl di Aperol
  • una spruzzata di soda
  • ghiaccio
  • 1 fetta d’arancia

Come prepararlo

Riempite un calice da vino con il ghiaccio.

Versate prima il Prosecco, aggiungete l’Aperol e completate con una spruzzata di soda.

Mescolate delicatamente e terminate con una fetta d’arancia.

La ricetta ufficiale dell’Aperol Spritz segue proprio queste proporzioni, mentre l’IBA conferma la stessa struttura.

E soprattutto: niente shaker.

Lo Spritz si prepara direttamente nel bicchiere.

Ma il vero Spritz veneto è fatto sempre con il Prosecco?

Non necessariamente.

Ed è una delle differenze più interessanti tra la tradizione storica e la versione moderna.

Il primo Spritz era essenzialmente vino allungato con acqua. L’uso del Prosecco si è affermato successivamente, fino a diventare la base della versione oggi più conosciuta.

Per questo non è sbagliato parlare di uno Spritz con vino bianco e soda, soprattutto quando si raccontano le versioni più tradizionali.

Il Prosecco, invece, è diventato il compagno ideale dello Spritz moderno.

E attenzione anche alla parola Prosecco: non significa necessariamente Conegliano Valdobbiadene.

Il mondo del Prosecco comprende infatti Prosecco DOC, Asolo Prosecco DOCG e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. La Prosecco DOC interessa complessivamente nove province tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Venezia, Padova e il Veneto: tanti Spritz, non uno solo

È proprio questa la parte divertente.

A Venezia il rapporto con il Select è particolarmente forte e lo Spritz può essere servito con l’immancabile oliva.

A Padova Aperol ha una storia profondamente legata alla città e al suo mondo dei caffè e dell’aperitivo.

In altre zone del Veneto si incontrano versioni con Campari, altri bitter, quantità diverse di soda e guarnizioni differenti.

E non dimentichiamo lo Spritz “bianco”, più vicino alla versione storica: vino e acqua frizzante.

Questa varietà non è un difetto.

È proprio il bello della tradizione veneta: la ricetta cambia da città a città, ma il rito rimane lo stesso.

Spritz veneto e Spritz delle altre regioni: cosa cambia?

Lo Spritz non è soltanto veneto.

Nel Nord-Est ha assunto caratteristiche diverse.

In Friuli Venezia Giulia, per esempio, sopravvive una versione molto semplice, più vicina all’antica idea di vino e acqua frizzante.

A Trieste lo Spritz fa parte da tempo della cultura dell’aperitivo e si inserisce in una tradizione enologica mitteleuropea molto particolare.

In Trentino, invece, l’aperitivo si è intrecciato con una cultura del vino differente, oggi fortemente legata anche al Trentodoc.

Il Veneto, però, ha trasformato lo Spritz in un vero rito sociale: il bacaro, i cicchetti, la piazza, il calice pieno di ghiaccio e quella pausa di mezz’ora in cui ci si ferma a chiacchierare.

Ed è probabilmente questo il vero ingrediente segreto.

Una curiosità: lo Spritz è un PAT del Veneto

Non tutti lo sanno.

Nel 2024 lo Spritz è entrato ufficialmente nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Veneto.

La Regione Veneto comunicò l’inserimento insieme ad altri 13 prodotti, tra cui Risi e bisi, Pearà, Tiramisù di Treviso, Folpo alla veneta e Olio extravergine della Valpantena.

Questo riconoscimento è particolarmente interessante perché dimostra che il concetto di prodotto tradizionale non riguarda soltanto formaggi, salumi, ortaggi e ricette.

Anche una bevanda simbolo dell’aperitivo può rappresentare un patrimonio gastronomico e culturale.

Quanto è alcolico uno Spritz?

Dipende dalla ricetta.

L’Aperol Spritz ufficiale viene indicato dal produttore con una gradazione di circa 9% vol., quindi inferiore a quella di molti cocktail classici.

Ma attenzione: “leggero” non significa analcolico.

Il ghiaccio e la soda rendono il drink fresco e molto facile da bere, ma l’alcol rimane.

E proprio perché si beve con facilità, è sempre meglio gustarlo con moderazione.

Quante calorie ha uno Spritz?

Anche qui dipende dalle quantità e dai prodotti utilizzati.

Per un Aperol Spritz generico da circa 170 ml, Aperol indica circa 177 kcal e 36 grammi di carboidrati, con valori che possono comunque variare in base alla preparazione.

Tabella nutrizionale indicativa per 1 bicchiere

ValoreQuantità indicativa
Energiacirca 177 kcal
Carboidraticirca 36 g
di cui zucchericirca 36 g
Grassi0 g
Fibre0 g
Proteine0 g

I valori sono indicativi e riferiti alle informazioni nutrizionali pubblicate per un bicchiere generico di Aperol Spritz; non rappresentano necessariamente ogni possibile versione dello Spritz.

Con cosa accompagnare lo Spritz?

Qui il Veneto non ha dubbi: cicchetti.

Lo Spritz trova il suo compagno ideale in piccoli assaggi salati.

Perfetti sono:

  • sarde in saor;
  • polpette;
  • folpetti;
  • tramezzini;
  • olive;
  • crostini;
  • salumi;
  • formaggi;
  • baccalà mantecato.

Sul nostro sito potete scoprire anche le Sarde in saor, perfette per entrare subito nell’atmosfera veneziana.

E se volete approfondire la cultura gastronomica del territorio, trovate una panoramica della cucina veneta e dei suoi prodotti tipici.

Lo Spritz è davvero un simbolo del Veneto?

Sì, e non soltanto perché lo troviamo praticamente ovunque.

È diventato un simbolo perché rappresenta un modo di vivere il tempo libero molto veneto: semplice, informale, conviviale.

Non serve una grande occasione.

Basta un tavolino, qualche cicchetto, gli amici e un bicchiere pieno di ghiaccio.

E poi c’è Venezia, naturalmente, ma anche Padova, Treviso, Vicenza, Verona e le tante piazze dei piccoli centri.

Ogni zona ha il suo modo di prepararlo.

Una bevanda nata semplice diventata famosa nel mondo

La storia dello Spritz è un perfetto esempio di come nasce una tradizione.

Prima il vino allungato con l’acqua.

Poi la soda.

Poi i bitter.

Poi il Prosecco.

Infine la grande diffusione internazionale.

Aperol ha contribuito enormemente alla notorietà mondiale del drink, soprattutto grazie alla comunicazione sviluppata dagli anni Ottanta in poi e alla forte espansione internazionale del marchio.

Ma il successo commerciale non ha cancellato l’anima originaria.

Perché lo Spritz, prima ancora di essere un cocktail, è un modo di stare insieme.

Spritz: una delle grandi eccellenze venete

Quando parliamo di prodotti tipici veneti ed eccellenze venete, spesso pensiamo a Prosecco, Asiago, Monte Veronese, radicchio, salumi e grandi piatti della tradizione.

Da oggi possiamo aggiungere anche lo Spritz.

Non perché sia una bevanda complicata.

Anzi, proprio per il motivo contrario.

Pochi ingredienti, una storia lunga, tante varianti locali e un posto speciale nella vita quotidiana del Veneto.

E forse è proprio questa la sua forza.

Lo Spritz non pretende di essere elegante.

Vuole semplicemente farti sedere, rilassare e dire:

“Dai, facciamone un altro.”

Fonti e approfondimenti

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