Fagiolo di Lamon IGP: storia, varietà e curiosità

il legume simbolo della tradizione bellunese

fagioli di lamon belluno

Il piccolo tesoro della montagna bellunese

Tra i prodotti tipici veneti, il Fagiolo di Lamon occupa un posto davvero speciale. È un legume, certo, ma dietro quei piccoli semi striati di rosso c’è una storia fatta di montagne, agricoltura, tradizione e tanta pazienza.

Il suo nome completo è Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP ed è una delle più conosciute eccellenze venete della provincia di Belluno.

La sua fama è legata soprattutto alla buccia sottile, alla polpa morbida e al gusto delicato. In cucina è perfetto per zuppe, minestre, insalate e soprattutto per una grande protagonista della cucina veneta: la pasta e fagioli.

Ma da dove arriva? Quali sono le sue varietà? E perché un fagiolo coltivato in montagna è così diverso da tanti altri?

Fagiolo di Lamon IGP: che cos’è?

Il Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP è un legume appartenente alla famiglia dei fagioli borlotti, tutelato a livello europeo con il marchio Indicazione Geografica Protetta dal 1996. La denominazione è inserita nel registro europeo delle indicazioni geografiche con il Regolamento (CE) n. 1263/96.

Non basta però coltivare un borlotto a Lamon per poterlo chiamare Fagiolo di Lamon IGP.

Il prodotto deve rispettare il disciplinare, utilizzare gli ecotipi ammessi e provenire dalla zona geografica stabilita.

Ed è proprio il territorio a fare una parte importante della differenza.

Dove nasce il Fagiolo di Lamon

La zona di produzione comprende 21 comuni della provincia di Belluno, tra cui Lamon, Sovramonte, Feltre, Fonzaso, Arsiè, Pedavena, Cesiomaggiore, Sedico, Belluno e altri comuni della Vallata Bellunese.

È un ambiente particolare, caratterizzato da terreni di origine calcareo-dolomitica e fluvio-glaciale, ricchi di sostanza organica.

Non è quindi soltanto una questione di altitudine.

Sono l’insieme di terreno, clima, acqua, escursioni termiche e tecniche agricole tradizionali a creare le condizioni che hanno permesso al Fagiolo di Lamon di sviluppare le sue caratteristiche.

Il disciplinare mette in particolare relazione le caratteristiche della buccia con la composizione dei terreni dell’area di produzione.

La storia: quando arrivò il fagiolo a Lamon?

Qui c’è una delle storie più curiose.

Il fagiolo arrivò in Europa dopo la scoperta dell’America e, secondo la tradizione locale riportata dal Consorzio di Tutela, sarebbe stato introdotto nel territorio di Lamon e Sovramonte dall’umanista bellunese Pierio Valeriano intorno al 1532.

Non bisogna però immaginare che il Fagiolo di Lamon moderno esistesse già allora esattamente come lo conosciamo oggi.

Nel corso dei secoli gli agricoltori hanno selezionato e conservato le sementi migliori, affinando progressivamente le caratteristiche delle diverse popolazioni locali.

Documenti e testimonianze storiche mostrano inoltre come la coltivazione del fagiolo fosse diventata importante per l’economia della zona e come il prodotto fosse commercializzato anche oltre i confini del Bellunese.

È proprio questa lunga selezione contadina ad aver contribuito alla biodiversità che ancora oggi distingue i diversi ecotipi.

Le quattro varietà del Fagiolo di Lamon IGP

Una delle cose più interessanti è che quando parliamo di Fagiolo di Lamon non parliamo di un unico tipo di fagiolo.

Il disciplinare riconosce quattro ecotipi:

Spagnolit

È probabilmente quello più famoso.

Ha forma rotondeggiante e a botte, fondo color crema e caratteristiche striature rosso brillante.

È piccolo, delicato e particolarmente apprezzato per la buccia molto tenera.

Il Consorzio lo indica come particolarmente adatto alle insalate e al tradizionale pendolon, una preparazione legata alla cultura pastorale locale.

Spagnol

Lo Spagnol ha forma più ovale e striature di colore rosso vinoso.

È meno comune rispetto ad altri ecotipi, ma mantiene una buccia fine e una buona versatilità in cucina.

Calonega

Ha forma più schiacciata, fondo crema e striature rosse.

È un ecotipo molto interessante anche dal punto di vista agricolo perché offre una buona resa ed è particolarmente indicato per minestre e preparazioni tradizionali.

Canalino

È il più particolare dei quattro.

Presenta striature rosso scuro, talvolta quasi nere, e una buccia più consistente. Proprio questa caratteristica ne ha limitato la diffusione, nonostante sia apprezzato per il gusto e la resistenza alle malattie.

Perché il Fagiolo di Lamon ha la buccia così sottile?

È una delle caratteristiche che lo hanno reso famoso.

La buccia fine e tenera contribuisce alla piacevole consistenza del fagiolo dopo la cottura.

Il disciplinare collega questa caratteristica alle condizioni pedoclimatiche dell’area, mentre il Consorzio sottolinea la delicatezza della buccia come uno dei principali elementi qualitativi del prodotto.

Ed è proprio qui che si capisce quanto sia importante il territorio.

Un seme della stessa specie coltivato altrove non può essere automaticamente considerato Fagiolo di Lamon IGP.

La denominazione tutela infatti origine, ecotipi e caratteristiche del prodotto, non semplicemente il nome del legume.

Come viene coltivato oggi

La coltivazione del Fagiolo di Lamon continua a essere fortemente legata alle piccole realtà agricole della montagna bellunese.

Il Consorzio dedica particolare attenzione alla selezione delle sementi, alla tracciabilità e alla conservazione della biodiversità.

La produzione non è però priva di difficoltà.

Nel 2026 il Consorzio segnala tra le principali criticità le stagioni sempre più calde, che possono ridurre la produzione soprattutto nelle aziende situate alle quote più basse, la scarsità di terreni coltivabili e i problemi legati alla monosuccessione. Viene inoltre indicata la necessità di rafforzare la tracciabilità per proteggere il prodotto dalle imitazioni e dalla concorrenza sleale.

È un aspetto importante da conoscere: dietro un prodotto di qualità c’è anche una realtà agricola che deve affrontare problemi molto concreti.

Fagiolo di Lamon e altri fagioli italiani: qual è la differenza?

L’Italia è piena di fagioli famosi e molti sono tutelati da denominazioni geografiche.

Il Fagiolo di Sarconi IGP, per esempio, è una delle eccellenze della Basilicata. Anche in questo caso la denominazione protegge un prodotto legato a un territorio preciso, ma le caratteristiche sono diverse: il Fagiolo di Sarconi comprende numerose varietà locali e viene apprezzato anche per la rapidità di cottura.

Il Fagiolo di Lamon, invece, si distingue soprattutto per la tradizione bellunese, i quattro ecotipi riconosciuti e la caratteristica buccia particolarmente fine.

Il confronto è interessante perché dimostra una cosa semplice: non esiste “il fagiolo italiano” per eccellenza.

Esiste una straordinaria varietà di fagioli, ognuno legato al proprio territorio.

ricetta fagioli veneto

Fagiolo di Lamon fresco o secco?

Il disciplinare prevede la possibilità di commercializzare il Fagiolo di Lamon sia fresco sia secco, con precise regole di confezionamento e identificazione.

Il secco è quello che probabilmente conosciamo meglio e che trova largo impiego nella cucina tradizionale.

Il fresco, invece, permette di apprezzare ancora di più la consistenza del seme e la delicatezza del prodotto appena raccolto.

In entrambi i casi, se si tratta di IGP, la confezione deve riportare le indicazioni previste dal disciplinare, compreso l’ecotipo.

Come si mangia il Fagiolo di Lamon?

Qui viene il bello.

Il Fagiolo di Lamon è uno di quegli ingredienti che sembrano semplici ma permettono di preparare piatti davvero ricchi di sapore.

Il grande classico è naturalmente la pasta e fagioli, ma non è l’unico modo per gustarlo.

È ottimo per:

  • zuppe e minestre;
  • insalate tiepide;
  • contorni;
  • creme e vellutate;
  • minestroni;
  • piatti con polenta;
  • preparazioni con salumi tradizionali.

Lo Spagnolit, grazie alla sua delicatezza, è particolarmente interessante anche nelle preparazioni dove il fagiolo rimane protagonista, senza essere coperto da condimenti troppo intensi.

Se vuoi provare una ricetta che lo valorizza insieme a un altro grande prodotto veneto, puoi preparare la Crema di Fagioli di Lamon IGP e Broccolo di Bassano.

Una curiosità: il “pendolon”

Tra le preparazioni tradizionali più curiose c’è il pendolon, associato soprattutto allo Spagnolit.

È un piatto della cultura pastorale locale e racconta un’epoca in cui i fagioli rappresentavano un alimento prezioso per chi viveva e lavorava in montagna.

Il nome e la preparazione sono parte di quel patrimonio gastronomico minore che rischia facilmente di perdersi se non viene raccontato.

Ed è proprio per questo che vale la pena parlarne.

Il Fagiolo di Lamon è un prodotto veneto?

Assolutamente sì.

È una delle eccellenze venete più rappresentative della montagna bellunese ed è inserito a pieno titolo tra i prodotti tipici veneti tutelati a livello europeo.

Ma la sua storia ha un valore ancora più interessante.

Non racconta il Veneto delle grandi città d’arte o della pianura agricola: racconta il Veneto delle montagne, dei piccoli appezzamenti, dei paesi e delle famiglie che hanno conservato sementi e conoscenze per generazioni.

È una parte diversa, ma importantissima, della nostra identità gastronomica.

Fagiolo di Lamon e cucina veneta

La cucina veneta è un perfetto esempio di quanto i legumi siano stati importanti nell’alimentazione tradizionale.

La presenza del fagiolo si ritrova in ricette semplici e sostanziose, nate per sfamare famiglie numerose con ingredienti facilmente disponibili.

In questo senso il Fagiolo di Lamon si inserisce perfettamente nella storia della tradizione culinaria veneta.

E non è un caso che ancora oggi sia uno degli ingredienti più interessanti quando si vuole portare in tavola una cucina veneta rustica, genuina e senza troppi fronzoli.

Come riconoscere il vero Fagiolo di Lamon IGP

Il modo più sicuro è controllare la confezione.

La denominazione ufficiale deve essere “Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese” e il prodotto deve riportare le indicazioni previste dal disciplinare, compreso l’ecotipo e gli elementi di tracciabilità.

La presenza del marchio IGP è quindi molto più importante di una semplice indicazione geografica commerciale.

Dire “fagiolo di Lamon” e vendere un prodotto certificato Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP non è la stessa cosa.

Perché è una delle grandi eccellenze venete

Il Fagiolo di Lamon è molto più di un ingrediente.

È il risultato di un rapporto antico tra montagna, agricoltura e comunità locale.

La sua buccia sottile, le quattro varietà tradizionali, il gusto delicato e la lunga storia ne fanno uno dei legumi più interessanti del panorama italiano.

E oggi la sua tutela è ancora più importante perché significa difendere anche un’agricoltura di montagna che deve fare i conti con cambiamenti climatici, scarsità di terreni e difficoltà nel ricambio generazionale.

Se vuoi conoscere altre eccellenze venete, puoi continuare il viaggio tra i prodotti della nostra terra nella sezione Prodotti Agroalimentari Tipici del Veneto.

E se ti interessano le specialità della provincia di Belluno, puoi scoprire anche il Formaggio Magro di Sedico, un’altra interessante espressione della tradizione casearia bellunese.

Fonti

  • Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – disciplinare ufficiale del Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese IGP.
  • Unione Europea – Regolamento (CE) n. 1263/96 relativo alla registrazione della denominazione.
  • Consorzio per la Tutela del Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese – caratteristiche, ecotipi, territorio e aggiornamenti sulla produzione.
  • Regione Veneto / Atlante dei prodotti ortofrutticoli DOP, IGP e tradizionali del Veneto.
Lamon BL

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