I “fioi” della collina vicentina, una vera eccellenza veneta
C’è un broccolo che, invece di temere il freddo, sembra quasi aspettarlo.
È il Broccolo Fiolaro di Creazzo, una delle più interessanti specialità dell’orto vicentino e una vera piccola eccellenza veneta.
Il suo nome curioso deriva dai “fioi”, parola dialettale che significa “figli”: sono i numerosi germogli laterali che crescono lungo il fusto della pianta e che, insieme alle foglie più giovani, rappresentano la parte più pregiata da portare in cucina.
E c’è un’altra particolarità: il Broccolo Fiolaro dà il meglio proprio durante l’inverno.
Il freddo non lo rovina. Al contrario, contribuisce a rendere più piacevoli consistenza e sapore dei germogli.
Che cos’è il Broccolo Fiolaro di Creazzo?
Il Broccolo Fiolaro appartiene alla specie Brassica oleracea ed è una risorsa agricola locale legata soprattutto alle colline di Creazzo, alle porte di Vicenza.
A differenza del classico broccolo che immaginiamo con una grossa infiorescenza centrale, il Fiolaro ha una struttura diversa.
La parte interessante non è infatti un grande “fiore” compatto, ma l’insieme dei germogli laterali e delle foglie giovani che si sviluppano lungo il fusto.
Ed è proprio questa caratteristica a renderlo immediatamente riconoscibile.
Il territorio di coltivazione tradizionale comprende le colline di Creazzo, con località storicamente legate alla produzione come Rampa, Rivella e Beccodoro. Le caratteristiche del terreno e del microclima locale sono considerate importanti per la qualità del prodotto.
Perché si chiama “Fiolaro”?
Il nome racconta già la sua particolarità.
I fioi, cioè i “figli”, sono i germogli che spuntano lungo il fusto.
Non sono quindi un dettaglio secondario: sono proprio una delle caratteristiche che distinguono questo ortaggio da molti altri broccoli.
Quando si raccoglie la pianta, le parti più vecchie vengono eliminate e si selezionano i germogli e le foglie giovani destinati alla cucina.
È un modo molto semplice per capire perché questo broccolo sia così legato alla cultura agricola locale: il prodotto che finisce nel piatto è il risultato della selezione manuale delle parti migliori della pianta.
Una storia che parte da lontano
Il Broccolo Fiolaro non è una moda gastronomica recente.
La documentazione agricola regionale racconta una coltivazione presente a Creazzo da alcuni secoli e già nell’Ottocento una produzione significativa destinata soprattutto al mercato di Vicenza. Nella seconda metà del Novecento la coltivazione era ancora importante per diverse famiglie agricole di Creazzo e dei comuni vicini.
Poi, come è successo a molti prodotti agricoli locali, la coltivazione si è ridotta.
Le varietà agricole locali hanno infatti dovuto fare i conti con la diffusione di ortaggi commerciali più uniformi, produttivi e facilmente reperibili durante tutto l’anno.
Il Fiolaro, invece, è rimasto fortemente legato al suo territorio e alla sua stagionalità.
Ed è proprio questa caratteristica che oggi lo rende interessante.
Il gelo? È un alleato
Questa è probabilmente la curiosità più famosa.
Il Broccolo Fiolaro è un ortaggio invernale e la tradizione vuole che i migliori germogli vengano raccolti dopo l’arrivo delle temperature fredde.
La documentazione regionale segnala infatti una buona tolleranza al freddo e colloca la produzione nella stagione invernale.
Il freddo contribuisce a modificare l’equilibrio della pianta e a rendere i germogli più gradevoli al palato.
Non significa che debba necessariamente arrivare una gelata eccezionale prima di ogni raccolta: la qualità dipende da numerosi fattori, compresi varietà, terreno, clima e momento della raccolta.
La regola della tradizione, però, è semplice da ricordare:
il Broccolo Fiolaro dà il meglio quando arriva l’inverno.
Quando si raccoglie?
La stagione tradizionale va indicativamente da novembre a febbraio. La pubblicazione 2026 della rete delle Pro Loco vicentine conferma questo periodo come finestra caratteristica della raccolta.
È quindi uno di quegli ortaggi che arrivano sulla tavola proprio quando molti altri prodotti dell’orto sono ormai fuori stagione.
E questa stagionalità è parte integrante della sua identità.
Oggi siamo abituati ad avere praticamente tutto durante tutto l’anno. Il Fiolaro, invece, ci ricorda che una volta era normale aspettare.
E forse è anche per questo che quando arriva, dopo mesi di attesa, sembra ancora più buono.

Dove viene coltivato oggi?
Il legame con Creazzo è ancora fortissimo.
I produttori specializzati continuano a coltivarlo nelle zone collinari considerate adatte, utilizzando il patrimonio di seme locale e seguendo criteri di produzione finalizzati a mantenere le caratteristiche del prodotto.
La società agricola FIOI, costituita dai produttori del Broccolo Fiolaro di Creazzo, dichiara di selezionare il seme e di coltivare il prodotto nei terreni collinari idonei, con raccolta dopo il periodo freddo e tracciabilità del prodotto.
Il sito dei produttori indica inoltre specifiche aree di coltivazione nelle località di Rampa, Rivella, Paraiso, Pizzamerlo e Ronchi.
Questo dettaglio è importante: quando parliamo di Broccolo Fiolaro di Creazzo non stiamo parlando semplicemente di un normale broccolo coltivato ovunque.
Territorio e materiale vegetale locale sono parte della sua identità.
È un prodotto De.Co.?
Sì.
Il Comune di Creazzo ha istituito e regolamentato il marchio collettivo “De.Co. Creazzo Denominazione Comunale”, destinato anche alla tutela e valorizzazione del Broccolo Fiolaro locale.
Attenzione però a non confondere De.Co. con DOP o IGP.
La Denominazione Comunale è uno strumento di valorizzazione legato all’amministrazione locale e alla comunità del territorio; non è una denominazione europea come una DOP o una IGP.
Il Fiolaro è inoltre riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Veneto.
Insomma, possiamo tranquillamente inserirlo tra i prodotti tipici veneti e le eccellenze gastronomiche vicentine, ma senza attribuirgli una tutela europea che non possiede.
Broccolo Fiolaro e broccoli delle altre regioni: qual è la differenza?
Qui il confronto diventa interessante.

Il nome “broccolo” comprende moltissimi tipi diversi di ortaggi appartenenti alla stessa grande specie botanica, ma non significa che siano tutti uguali.
Il Fiolaro si distingue soprattutto per la presenza dei germogli laterali, i fioi, e per la particolare struttura della pianta.
Un confronto particolarmente curioso è con il Broccoletto di Custoza, altro ortaggio veneto tradizionale.
Anche il Broccoletto di Custoza è una coltura invernale molto legata al territorio, ma ha caratteristiche morfologiche differenti: non sviluppa il classico panetto fiorale dei broccoli e presenta un piccolo cuore centrale di foglie. Anche il suo gusto viene influenzato dal passaggio attraverso il freddo invernale.
Il Fiolaro, invece, punta proprio sui germogli laterali lungo il fusto.
Stessa famiglia, stessa stagione, ma due identità completamente diverse.
E questo è uno dei motivi per cui vale la pena parlare di biodiversità agricola.
Dal campo alla cucina
Il Broccolo Fiolaro è un ortaggio molto più versatile di quanto possa sembrare.
Tradizionalmente può essere:
- lessato;
- saltato in padella;
- utilizzato nei primi piatti;
- aggiunto a risotti;
- abbinato alla pasta;
- utilizzato come contorno;
- inserito in torte salate e preparazioni da forno.
A Creazzo la fantasia non manca.
La rassegna gastronomica dedicata al prodotto ha portato il Fiolaro nei menu in preparazioni che vanno dagli antipasti ai primi, dai secondi alla pizza e perfino ai dessert.
Insomma, è molto più di un semplice contorno.
Il Broccolo Fiolaro nella cucina veneta
Il suo gusto si sposa bene con ingredienti capaci di accompagnare senza coprire.
Funziona con:
- pasta;
- riso;
- polenta;
- uova;
- formaggi;
- salumi;
- acciughe;
- aglio;
- olio extravergine di oliva.
È particolarmente interessante anche insieme ai prodotti della tradizione vicentina.
Se ami scoprire la cucina del territorio, puoi continuare il viaggio con il Bacalà alla Vicentina, altro grande simbolo della gastronomia vicentina, oppure conoscere la Bondola di Torrebelvicino.
E per allargare lo sguardo agli ortaggi tradizionali del Veneto, vale la pena conoscere anche le Ravisse di Solagna.
La Festa del Broccolo Fiolaro
Quando un prodotto è davvero parte della vita di un paese, prima o poi arriva anche la sua festa.
A Creazzo il Broccolo Fiolaro è protagonista di una manifestazione che si svolge tradizionalmente nel mese di gennaio.
Nel 2026 la Festa del Broccolo Fiolaro si è svolta dal 16 al 18 gennaio, con appuntamenti gastronomici dedicati proprio all’ortaggio simbolo del paese.
La festa non è soltanto un’occasione per mangiare.
È un modo per mantenere vivo il rapporto tra produttori, ristoratori, abitanti e territorio.
E soprattutto per far conoscere ai più giovani un ortaggio che rischierebbe altrimenti di perdersi tra gli scaffali dei supermercati pieni di prodotti standardizzati.
Un ortaggio piccolo, una storia grande
Il Broccolo Fiolaro di Creazzo non è famoso perché produce quantità enormi.
È famoso perché ha conservato una propria identità.
Ha un nome dialettale curioso, un territorio preciso, una stagione precisa e una comunità che continua a coltivarlo e valorizzarlo.
È stato inserito tra i prodotti tradizionali e ha attirato anche l’attenzione di programmi di conservazione della biodiversità agricola, proprio per il suo carattere locale e per la necessità di mantenere vivo il patrimonio genetico della coltura.
Ed è questo il punto.
Quando mangiamo un Broccolo Fiolaro di Creazzo non stiamo semplicemente mangiando un broccolo.
Stiamo portando in tavola un pezzetto delle colline vicentine, della loro agricoltura e della loro storia.
E forse il modo migliore per descriverlo è proprio quello più semplice:
un broccolo che aspetta il freddo per diventare ancora più buono.
Fonti e approfondimenti
- Regione del Veneto – Scheda del Broccolo Fiolaro di Creazzo
- Comune di Creazzo – Regolamento del marchio collettivo De.Co.
- FIOI – Produttori del Broccolo Fiolaro di Creazzo
- FIOI – Il territorio del Broccolo Fiolaro
- ECPGR – Broccolo Fiolaro di Creazzo e biodiversità agricola
- Pro Loco Vicentine – Sapori, feste e prodotti tipici 2026
- Fondazione Slow Food – Broccoletto di Custoza, confronto con il Fiolaro
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