Una specialità poco conosciuta nel cuore del Bellunese
Quando si parla di prodotti tipici veneti, i grandi nomi sono facili da ricordare: Piave DOP, Asiago DOP, Monte Veronese DOP. Ma il bello della cucina veneta è che, accanto alle denominazioni più famose, esiste un patrimonio enorme di specialità locali.
Tra queste c’è il Formaggio Magro di Sedico, nome legato alla tradizione casearia di Sedico e della Valbelluna, in provincia di Belluno.
È una storia fatta di allevatori, latte, latterie cooperative e formaggi prodotti per il consumo quotidiano. Una storia molto semplice, ma proprio per questo interessante.
Prima di tutto, però, facciamo chiarezza: Formaggio Magro di Sedico non è una DOP né una denominazione europea protetta. Le fonti storiche e commerciali locali attestano la presenza di un prodotto chiamato “Magro” tra le produzioni della Latteria di Sedico, ma le pubblicazioni territoriali più dettagliate descrivono soprattutto il Gresal di Sedico, altra specialità casearia della stessa realtà produttiva.
Sedico e la sua antica tradizione casearia
Sedico si trova nella Valbelluna, ai piedi delle Dolomiti Bellunesi.
Qui l’allevamento bovino ha rappresentato per lungo tempo una risorsa fondamentale per le famiglie agricole. Il latte non era semplicemente una materia prima: era una delle poche produzioni che permettevano di ottenere diversi alimenti, dal burro alla ricotta fino ai formaggi.
Un ruolo importante è stato svolto dalle latterie cooperative.
La Latteria di Sedico è stata fondata nel 1922 e, secondo la documentazione produttiva disponibile, lavora il latte conferito dalle aziende agricole del territorio comunale, trasformandolo ancora oggi in diverse specialità casearie.
È una continuità interessante: più di un secolo di storia durante il quale sono cambiate tecnologie, controlli e mercato, ma è rimasto il rapporto fra allevamento locale e trasformazione del latte.
Perché si parla di formaggio “magro”?
Il termine “magro”, nel mondo dei formaggi, è legato alla quantità di grasso presente nella materia prima e nel prodotto, ma non deve essere interpretato come sinonimo di “formaggio leggero” in senso dietetico.
In passato la separazione della panna destinata alla produzione del burro era una pratica comune in molte aree alpine.
Il latte parzialmente scremato poteva poi essere utilizzato per produrre formaggio, permettendo così di sfruttare praticamente tutta la produzione della stalla.
Questa non è una caratteristica esclusiva di Sedico: tradizioni simili sono nate in diverse zone montane dell’Italia settentrionale.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più curiosi dei formaggi tipici veneti: tecniche nate da esigenze pratiche sono diventate nel tempo parte della cultura gastronomica locale.
Il “Magro” di Sedico e il Gresal: attenzione a non confonderli
Qui vale la pena fermarsi un momento.
Una pubblicazione territoriale dedicata ai formaggi delle Dolomiti Bellunesi descrive il Gresal come un formaggio della Valbelluna prodotto presso la Latteria cooperativa di Sedico. È un formaggio a pasta semicotta, classificato semigrasso, prodotto con latte vaccino intero. Può essere consumato fresco dopo circa 30-50 giorni oppure mezzano dopo 70-90 giorni.
Anche l’Atlante dei prodotti tipici di Agraria.org identifica il Gresal come una specialità prodotta esclusivamente nel Comune di Sedico e ne descrive la pasta, la maturazione e le caratteristiche organolettiche.
Il Magro, invece, compare in una fonte locale tra le produzioni della Latteria di Sedico, ma non ho trovato una scheda tecnica istituzionale altrettanto dettagliata che permetta di attribuirgli con certezza caratteristiche precise, tempi di stagionatura o una composizione standard.
Per questo è importante non presentare Magro e Gresal come se fossero automaticamente lo stesso formaggio.
Com’è la tradizione casearia di Sedico?
Il quadro che emerge dalle fonti è quello di una produzione locale piuttosto ricca.
La documentazione commerciale più recente sulla Latteria di Sedico cita, tra le specialità, Formaggio Sedico, Nostrano Gresal, Prapavei, Rustego e altre produzioni. La stessa fonte conferma la fondazione della latteria nel 1922 e il rapporto con le aziende agricole del Comune di Sedico.
Questa varietà è importante perché ci fa capire una cosa: non esiste necessariamente “un solo formaggio di Sedico”.
La Valbelluna ha sviluppato nel tempo diverse produzioni, alcune molto locali e altre più conosciute, tutte legate alla tradizione delle latterie e degli allevamenti.
Il Gresal, una delle specialità più note di Sedico
Se volete conoscere meglio il patrimonio caseario di Sedico, il Gresal merita sicuramente un assaggio.
La pubblicazione dedicata ai formaggi delle Dolomiti Bellunesi lo descrive con pasta color paglierino chiaro, piccole occhiature irregolari e consistenza tra tenera e semidura. Con la maturazione la pasta tende a diventare più friabile.
Il Gresal fresco ha un gusto dolce, morbido e lattico, con note di panna e una piacevole acidità. Con l’aumentare della maturazione il profilo diventa più deciso e leggermente piccante.
E il nome è una piccola lezione di geografia gastronomica: deriva infatti dal torrente Gresal, che scorre vicino alla Latteria cooperativa di Sedico.
Le differenze con Piave, Asiago e Monte Veronese
Il confronto con gli altri formaggi veneti è inevitabile.
Il Piave DOP è prodotto in provincia di Belluno ed è caratterizzato da una precisa denominazione di origine e da diverse stagionature. Nelle versioni più mature raggiunge una struttura molto compatta e un gusto intenso.

L’Asiago DOP ha invece il proprio territorio di origine sull’Altopiano di Asiago e nelle aree previste dal disciplinare. È una delle grandi eccellenze casearie venete e presenta tipologie e stagionature differenti.
Il Monte Veronese DOP racconta invece la tradizione della montagna veronese e della Lessinia.
I formaggi di Sedico hanno una caratteristica diversa: sono espressioni fortemente locali della Valbelluna, legate alla storia delle latterie e delle aziende agricole del territorio.
Non è quindi una questione di stabilire quale sia migliore. Sono semplicemente modi diversi di raccontare il Veneto attraverso il latte.
E fuori dal Veneto? Esistono altri formaggi magri?
Assolutamente sì.
La tradizione dei formaggi ottenuti da latte parzialmente scremato o con minore contenuto di grasso è presente in diverse zone alpine italiane.
Un esempio famoso è il Valtellina Casera DOP, prodotto in provincia di Sondrio, la cui storia è strettamente legata alla tradizione casearia valtellinese e all’utilizzo del latte delle aziende agricole locali.
Anche in Lombardia esistono produzioni locali chiamate “magre” o “magro”, nate da tecniche tradizionali di lavorazione del latte.
La differenza sta soprattutto nel territorio, nella materia prima, nella tecnologia di caseificazione e nella stagionatura.
In altre parole: stesso principio, ma risultati diversi nel piatto.
Come gustare il Formaggio Magro di Sedico
Se avete la possibilità di acquistare un formaggio locale di Sedico, il consiglio è di assaggiarlo prima di tutto nel modo più semplice possibile.
Pane rustico, una fetta di polenta e formaggio: non serve molto altro.
Per un tagliere tutto bellunese potete aggiungere:
- miele di montagna;
- noci e altra frutta secca;
- mele o pere;
- confetture non troppo dolci;
- salumi della provincia di Belluno.
I formaggi più giovani possono essere utilizzati anche in cucina, mentre quelli più maturi possono dare carattere a primi piatti, risotti, polenta e verdure gratinate.
E se amate le specialità bellunesi, potete continuare il viaggio gastronomico con il Formaggio Nevegàl, il Formaggio Piave DOP e il Fagiolo di Lamon IGP.
Una curiosità: il nome di un formaggio può raccontare un territorio
Nel caso del Gresal abbiamo un esempio perfetto.
Il nome non nasce da una trovata commerciale moderna, ma dal territorio: il torrente Gresal.
È una caratteristica ricorrente nella gastronomia tradizionale veneta. Montagne, fiumi, contrade, comuni e vallate finiscono spesso direttamente nel nome dei prodotti.
Ed è proprio questo che rende così affascinanti le eccellenze venete: dietro una fetta di formaggio non c’è soltanto una ricetta, ma una storia geografica.
Una tradizione ancora viva
Oggi il settore lattiero-caseario è naturalmente molto diverso da quello di un secolo fa.
Ci sono norme igieniche rigorose, controlli, tecnologie moderne e un mercato molto più ampio.
Ma a Sedico il legame con il territorio non è scomparso.
La Latteria, nata nel 1922, continua a essere associata alla trasformazione del latte conferito dalle aziende agricole locali e alla produzione di diverse specialità casearie.
È questo il vero valore di una specialità locale: riuscire a entrare nel presente senza perdere il filo della propria storia.
Il Formaggio Magro di Sedico merita di essere riscoperto
Il nome può essere meno famoso rispetto a Piave DOP o Asiago DOP, ma la tradizione casearia di Sedico racconta perfettamente quella parte di Veneto che vale la pena cercare fuori dai percorsi più conosciuti.
Se amate i prodotti tipici veneti, la Valbelluna è una tappa praticamente obbligatoria.
Qui il formaggio non è soltanto un alimento: è il risultato del rapporto fra allevatori, latterie, territorio e cultura contadina.
E forse è proprio questo il modo migliore per gustarlo: senza troppi fronzoli, con un pezzo di pane, un po’ di polenta e la curiosità di scoprire una delle tante piccole eccellenze venete.

Fonti e approfondimenti
- Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi – I formaggi delle Dolomiti Bellunesi – fonte territoriale per caratteristiche e produzione del Gresal e di altri formaggi bellunesi.
- Catalogo Latteria di Sedico – dati sulla storia della latteria, sulla fondazione nel 1922 e sulle produzioni attuali documentate.
- Agraria.org – Pressato e Gresal – scheda di approfondimento sul Gresal di Sedico.
- Dolomiti Bellunesi – Val Gresal – informazioni territoriali sulla Val Gresal.
- Il Buon Veneto – Formaggio Nevegàl – approfondimento interno sui formaggi bellunesi.
- Il Buon Veneto – Prodotti agroalimentari tipici del Veneto – raccolta di specialità venete.

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