Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP

il fiore d’inverno del Veneto

Storia, caratteristiche, produzione e curiosità sul radicchio più famoso di Treviso

Rosso intenso, elegante, croccante e con quel caratteristico gusto amarognolo che lo rende inconfondibile. Il Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP è uno dei prodotti più rappresentativi della cucina veneta e, soprattutto durante l’inverno, diventa protagonista di tavole, mercati e ricette della provincia di Treviso.

Il suo aspetto ricorda quasi un fiore: foglie rosso-vino strette e avvolgenti, una costa centrale bianca e croccante e un cespo dalla forma allungata.

Ma dietro questa eleganza c’è molto più di una semplice verdura. Il Tardivo di Treviso è il risultato di una coltivazione particolare e di una lavorazione tradizionale, la forzatura e imbianchimento, che contribuisce a determinarne colore, consistenza e sapore.

E proprio questa lavorazione è una delle ragioni per cui il vero Radicchio Rosso di Treviso Tardivo IGP è così riconoscibile.

Una precisazione importante: Tardivo e IGP

Il nome ufficiale della denominazione è Radicchio Rosso di Treviso IGP.

Il disciplinare attualmente in vigore comprende due tipologie:

  • Radicchio Rosso di Treviso Tardivo
  • Radicchio Rosso di Treviso Precoce

Quindi è corretto parlare di Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP, ma la denominazione IGP riguarda entrambe le tipologie. Il prodotto è tutelato dal 1996 e la zona di produzione comprende territori delle province di Treviso, Padova e Venezia.

Com’è il vero Radicchio Tardivo di Treviso?

Il Tardivo ha una forma molto particolare.

Il cespo deve presentarsi compatto, con foglie serrate e avvolgenti. Il colore è rosso vinoso intenso, mentre la nervatura principale è bianca.

La caratteristica più piacevole arriva però quando lo si assaggia: la costa è croccante e gradevolmente amarognola, mentre le foglie hanno una consistenza tenera e carnosa.

Il disciplinare stabilisce anche caratteristiche precise: il cespo deve avere un peso minimo di 100 grammi, una lunghezza compresa tra 10 e 25 centimetri e una radice opportunamente rifinita, non superiore a 6 centimetri.

È proprio questa combinazione di forma, colore, croccantezza e gusto a distinguere il Tardivo di Treviso da molti altri radicchi.

Perché si chiama “tardivo”?

La risposta è abbastanza semplice.

Il Radicchio Rosso Tardivo viene raccolto più avanti rispetto alla tipologia precoce. Secondo il disciplinare, la raccolta del Tardivo può iniziare dal 10 ottobre, mentre quella del Precoce dal 1° settembre.

Ma il vero segreto arriva dopo la raccolta.

Il Tardivo non è pronto per essere venduto semplicemente appena tolto dal terreno. Deve passare attraverso una particolare fase di forzatura e imbianchimento.

La magia dell’acqua di risorgiva

Ed è qui che la storia del Radicchio Tardivo diventa davvero interessante.

Dopo la raccolta, le piante vengono pulite lasciando parte della radice. I cespi vengono poi preparati per la fase di forzatura.

Il procedimento tradizionale prevede che vengano immersi verticalmente in vasche utilizzando acqua di risorgiva, con temperatura compresa tra 11 e 20 °C.

Al buio, la pianta continua a sviluppare nuove foglie. La mancanza di luce riduce la formazione di clorofilla e permette di esaltare il caratteristico colore rosso, mentre la parte fibrosa si riduce e il cespo acquista la tipica croccantezza.

È una lavorazione che richiede esperienza e attenzione.

Dopo la forzatura arriva la toilettatura, cioè la pulizia manuale del cespo: vengono eliminate le foglie esterne non adatte e viene rifinita la radice.

Solo a questo punto il Radicchio Tardivo assume l’aspetto elegante che conosciamo.

Una storia tra leggenda e realtà

Le origini del radicchio trevigiano affondano nella tradizione agricola del territorio, ma alcune storie tramandate nel tempo sono difficili da separare dalle leggende.

Una delle più conosciute racconta che alcuni uccelli avrebbero trasportato i semi fino a Dosson, vicino a Treviso, dove sarebbero stati raccolti e coltivati.

Un’altra teoria collega invece la diffusione delle tecniche di imbianchimento a Francesco Van den Borre, vivaista belga arrivato nel Veneto nell’Ottocento. L’ipotesi è spesso citata nelle ricostruzioni storiche, ma non esiste una prova definitiva che permetta di considerarla l’unica origine della tecnica.

Una data, invece, è particolarmente importante: 20 dicembre 1900.

In quella giornata, a Treviso, si svolse la prima mostra dedicata al radicchio organizzata dall’agronomo Giuseppe Benzi. Fu un momento importante per la valorizzazione di quello che fino ad allora era soprattutto un prodotto agricolo locale.

Dove viene prodotto oggi?

Il vero Radicchio Rosso di Treviso IGP non può provenire genericamente da qualsiasi parte del Veneto.

La zona di produzione e confezionamento è delimitata dal disciplinare e comprende comuni delle province di Treviso, Padova e Venezia.

Per il Tardivo la zona comprende, tra gli altri, Treviso, Zero Branco, Quinto di Treviso, Silea, Casier, Casale sul Sile, Mogliano Veneto, Preganziol, Villorba e altri comuni trevigiani, oltre a Piombino Dese e Trebaseleghe nel Padovano e diversi comuni della provincia di Venezia.

Questa delimitazione è fondamentale: è il legame con il territorio a permettere al prodotto di utilizzare la denominazione IGP.

Anche oggi la produzione segue regole precise. Il disciplinare stabilisce, tra l’altro, una resa massima di 20.000 kg per ettaro per il Tardivo e di 30.000 kg per ettaro per il Precoce.

Radicchio Tardivo di Treviso e altri radicchi: quali sono le differenze?

In Italia esistono numerose tipologie di radicchio e alcune sono tutelate a loro volta da denominazioni geografiche.

Il Radicchio di Chioggia IGP, per esempio, ha una forma generalmente più tondeggiante e appartiene a una tradizione agricola legata soprattutto alle province di Venezia, Padova e Rovigo.

Il Radicchio di Verona IGP presenta invece un cespo più raccolto e una forma differente ed è legato alle province di Verona, Vicenza e Padova.

C’è poi il Radicchio Variegato di Castelfranco IGP, facilmente riconoscibile per il colore chiaro con le caratteristiche screziature rosse e violacee.

Sono quindi prodotti diversi, anche quando appartengono alla stessa grande famiglia del radicchio veneto. Il Ministero dell’Agricoltura riconosce ufficialmente tutte queste denominazioni.

Il Tardivo di Treviso si distingue soprattutto per la forma allungata, la costa bianca molto croccante, il colore rosso vinoso e il particolare processo di forzatura e imbianchimento.

Come utilizzare il Radicchio Tardivo in cucina

Il Radicchio Rosso Tardivo di Treviso è estremamente versatile.

Si può mangiare crudo, semplicemente condito con olio extravergine di oliva, sale e aceto, oppure utilizzare per preparare risotti, pasta, contorni e antipasti.

È ottimo anche alla piastra o alla griglia, dove il calore ne ammorbidisce le foglie e crea un piacevole contrasto tra la parte amarognola e quella più dolce.

In cucina veneta viene spesso abbinato a ingredienti capaci di creare equilibrio: formaggi, noci, pancetta, speck, carne, pesce e naturalmente il riso.

Il suo gusto deciso permette di creare piatti semplici ma molto caratteristici.

Come riconoscere quello autentico

Quando acquistate il prodotto, controllate sempre la denominazione.

Cercate la dicitura “Radicchio Rosso di Treviso IGP” e verificate che il prodotto rispetti le caratteristiche previste dal disciplinare.

Nel Tardivo il cespo deve essere compatto, allungato, rosso intenso e con una nervatura centrale bianca.

La radice rifinita è un’altra caratteristica tipica del prodotto commercializzato.

Il “fiore d’inverno” del Veneto

Il Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP è molto più di un semplice ortaggio.

È il risultato dell’incontro tra terra, acqua, freddo e lavoro umano.

Il territorio delle risorgive trevigiane, le temperature autunnali e invernali, la coltivazione e la paziente lavorazione dopo la raccolta contribuiscono a creare quel prodotto che sulle tavole appare quasi come un piccolo fiore rosso.

È anche per questo che il Tardivo rappresenta così bene la cucina del Veneto: una cucina che sa trasformare ingredienti semplici in prodotti unici, riconoscibili e profondamente legati al territorio.

E quando arriva l’inverno, sulle tavole di Treviso e della provincia, il suo ritorno è quasi un appuntamento tradizionale.

Il Radicchio Rosso Tardivo di Treviso IGP non è soltanto un prodotto veneto: è una storia di territorio che si può ancora mangiare.


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