Le mele antiche di Monfumo: il tesoro veneto che profuma di storia

Le varietà rare dei Colli Asolani

antiche mele di monfumo treviso - frutta del veneto

Varietà rare, biodiversità e sapori dei Colli Asolani

Ci sono mele che sembrano uscite da un catalogo e altre che, appena le guardi, ti fanno venire in mente l’orto del nonno. Le mele antiche di Monfumo appartengono decisamente alla seconda categoria: forme non tutte uguali, colori naturali, bucce più rustiche e profumi che cambiano da una varietà all’altra.

Siamo sulle colline della provincia di Treviso, in un territorio raccolto tra i Colli Asolani, la Valcavasia e il Monte Grappa. Qui il recupero delle vecchie varietà di melo non è soltanto una questione di gusto: è un progetto di biodiversità agricola veneta che ha riportato nei frutteti mele quasi dimenticate.

Una storia che parte prima di quanto si pensi

La rinascita delle mele antiche di Monfumo non nasce come una moda recente. Il Comune, insieme ad altri soggetti del territorio, avviò già nel 1999 un primo progetto per recuperare e reintrodurre le vecchie varietà, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto agrario Parolini di Bassano del Grappa e con Veneto Agricoltura.

Il lavoro proseguì con la catalogazione delle piante superstiti, la raccolta delle marze e la realizzazione di nuovi innesti. Nel 2011 venne costituita ufficialmente la Comunità dei produttori delle mele antiche di Monfumo, oggi organizzata come associazione. Il cuore dell’iniziativa è semplice: conservare varietà, saperi e memoria contadina riportandoli dentro una produzione vera, anche se di piccola scala.

Ed è proprio questo il bello. Le antiche mele non sono state “ricostruite a tavolino”: molte sono state recuperate da alberi presenti sul territorio e da materiale vegetale conservato localmente. La Fior d’Arancio, per esempio, è raccontata dall’associazione come una varietà rarissima arrivata a Monfumo dall’area di Seren del Grappa alla fine dell’Ottocento.

Quante sono le varietà? Attenzione a un dettaglio

Qui vale la pena fare chiarezza. I documenti del progetto riportano 18 varietà selezionate per la reintroduzione nei nuovi meleti. La pagina attuale dell’associazione presenta invece una selezione di varietà oggi descritte e valorizzate. Per questo è più corretto parlare di un patrimonio varietale ampio, senza ridurlo a un unico numero fisso.

Tra le mele oggi documentate troviamo, tra le altre, Pom de la Fragola, Fior d’Arancio, Bella del Bosco, San Piero Rosso, Renetta di Champagne, Rosa di Monfumo, Sambaril Rosso, Pom del Corlo, Pom dell’Oio Rosso, Canada Rosso, Pom dea Madona, Rossat, Morgenduft, Pom dea Rosetta, Rossa di Montagna e Modenese.

Che sapore hanno le mele antiche di Monfumo?

La risposta più onesta è: dipende dalla varietà. Ed è proprio questa la sorpresa.

La Pom de la Fragola ha polpa bianca, croccante e succosa. La Renetta di Champagne è più acidula e molto succosa. La Rosa di Monfumo, considerata autoctona dei colli di Monfumo, è delicata, profumata e indicata anche per confetture fini. La Rossat è una mela della zona Monfumo-Pederobba e si distingue per la buona conservabilità. La Modenese, raccolta più tardi, può conservarsi a lungo in ambiente naturale.

Insomma, non c’è “la mela di Monfumo” in senso stretto: ce ne sono diverse, con tempi di raccolta, consistenze e utilizzi differenti. Questa biodiversità è uno dei motivi per cui il progetto è interessante anche dal punto di vista agricolo.

Come si produce oggi a Monfumo?

La produzione resta legata a una rete di piccoli produttori, non a una grande filiera industriale. Il Distretto del Cibo Marca Trevigiana indica attualmente circa 20 piccoli produttori e oltre 1.500 piante di melo, distribuite in diversi meleti del territorio. L’obiettivo dichiarato è la salvaguardia delle vecchie varietà e la valorizzazione dei loro derivati, come confetture, succhi e sidro di mele.

La raccolta non arriva tutta insieme: alcune varietà sono precoci, come la Pom dea Madona, mentre altre maturano tra settembre e ottobre. È un altro elemento che distingue questi frutteti dalla logica della frutta tutta uguale e disponibile nello stesso momento.

Interessante anche il lavoro sui vivai e sugli innesti: l’associazione collabora con strutture specializzate per mantenere disponibili le vecchie varietà e continuare il rinnovo dei piccoli meleti.

Monfumo e le mele del resto d’Italia: cosa cambia?

Il confronto con altre mele italiane è utile proprio per capire cosa rende particolare Monfumo.

ZonaCaratteristica distintivaSegno riconoscibile
Monfumo, VenetoPatrimonio di vecchie varietà locali e piccola produzione territorialeGrande varietà di forme, profumi e periodi di raccolta
TrentinoFiliere IGP strutturate e varietà commerciali definite dal disciplinareProduzione alpina, raccolta manuale e frutti omogenei
CampaniaMelannurca Campana IGPLa mela viene raccolta e poi fatta arrossare nei tradizionali “melai”

Le Mele del Trentino IGP sono tutelate da un disciplinare che comprende varietà come Golden Delicious, Red Delicious, Gala, Fuji, Morgenduft, Renetta, Granny Smith e Pinova. La Melannurca Campana IGP, invece, ha una tecnica tutta sua: i frutti vengono raccolti ancora prima della completa maturazione e poi lasciati arrossare nei “melai”, con periodici rivolgimenti.

Le mele di Monfumo giocano un’altra partita: non puntano su una sola denominazione forte o su una grande produzione standardizzata, ma sulla diversità delle varietà e sul legame diretto con il territorio. Ed è proprio qui che diventano una delle piccole eccellenze venete da conoscere.

Una curiosità: alcune mele hanno nomi che raccontano il territorio

“Pom de la Fragola”, “Pom dea Madona”, “Pom dea Rosetta”, “Pom dell’Oio”. Basta leggere questi nomi per capire quanto la frutta fosse legata alla lingua e alla vita quotidiana delle comunità rurali. Sono nomi popolari, spesso rimasti vivi perché servivano a riconoscere un albero, una forma, una stagione o un sapore.

Un’altra storia curiosa è quella della Rosa di Monfumo: la pianta madre venne rinvenuta casualmente in un bosco in località Col degli Olivi. Quella che sembrava una piantina selvatica si rivelò invece una mela molto interessante, considerata dall’associazione un probabile raro caso di incrocio spontaneo.

Dove gustarle e come usarle in cucina

Le mele antiche di Monfumo si prestano benissimo alla cucina di casa, ma senza pensare che tutte vadano usate nello stesso modo. Alcune sono ottime da mangiare fresche, altre funzionano meglio in confetture, dolci, succhi e trasformazioni.

Per un tagliere veneto, una mela fresca e acidula può creare un bel contrasto con un formaggio stagionato o con un salume. In pasticceria, invece, le varietà più adatte alla cottura possono essere usate per torte, strudel e dolci rustici. L’associazione dedica da anni iniziative come Melaègusto proprio alla sperimentazione gastronomica della mela, dall’antipasto al dessert.

Per approfondire il mondo delle mele venete puoi leggere anche l’articolo sulla mela Abbondanza Rossa e il nostro approfondimento sul succo di mela del Veneto. Se invece ti incuriosiscono le altre varietà di frutta tradizionale regionale, trovi un utile confronto nel nostro articolo sulle pere in Veneto.

Un piccolo patrimonio veneto che merita di essere salvato

Le mele antiche di Monfumo raccontano bene una cosa: la qualità di un territorio non si misura soltanto dai prodotti più famosi o dalle grandi denominazioni. A volte passa da un piccolo frutteto, da una marza recuperata da un vecchio albero e da un produttore che decide di continuare a coltivare una varietà che il mercato aveva quasi dimenticato.

Per questo vale la pena conoscerle, assaggiarle quando si trovano e sostenere chi continua a conservarle. Non sono semplicemente mele “strane” o antiche: sono un pezzo della biodiversità del Veneto, della storia agricola trevigiana e di quel patrimonio di prodotti tipici veneti che rischia di perdersi quando tutto tende ad assomigliarsi.

E forse è proprio questa la loro forza: non sono perfette tutte allo stesso modo. Sono diverse. E ognuna ha qualcosa da raccontare.


Fonti e approfondimenti

2 Commenti

  1. Salve. Non conoscevo queste mele e mi piacerebbe molto provarle anche per fare un dolce.
    Sapete dirmi dove acquistarle ? Ho chiesto a 2 fruttivendoli della mia zona (Padova) ma non le conoscono.
    Saluti

    • Buongiorno Michela.
      Queste mele non sono molto diffuse. So che il gruppo di produttori fa capo al municipio di Monfumo (TV) che credo possa contattare per chiedere come acquistarle.
      Quando avrà fatto la torta di mele se vuole può inviarci la ricetta che pubblicheremo volentieri.
      Un saluto

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