Le giuggiole di Arquà Petrarca

il frutto dei Colli Euganei e il Brodo di Giuggiole

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Piccole, dolci e dal caratteristico colore bruno quando sono mature: le giuggiole sono uno dei frutti più curiosi dei Colli Euganei. Ad Arquà Petrarca sono diventate un vero simbolo del territorio e vengono ancora utilizzate per preparare confetture, dolci, giuggiole sotto grappa e il famoso Brodo di Giuggiole.

C’è un frutto che più di altri sembra raccontare l’atmosfera di Arquà Petrarca: la giuggiola.

Il suo nome è conosciuto da tutti, anche da chi non l’ha mai assaggiata. Eppure oggi questo piccolo frutto è molto meno comune di mele, pere o pesche.

Ad Arquà, invece, la tradizione è ancora viva. Tra le colline e le vie del borgo si incontrano ancora i giuggioli, alberi che producono piccoli frutti ovali, prima verdi e poi giallo-bruni, fino a diventare molto dolci quando raggiungono la piena maturazione.

La giuggiola non è soltanto un frutto: è diventata uno dei simboli gastronomici di Arquà Petrarca e dei Colli Euganei.

Image credits Alessandro Vecchi [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)]

Che cos’è la giuggiola?

La giuggiola è il frutto del giuggiolo (Ziziphus jujuba), una pianta originaria dell’Asia e coltivata da tempi molto antichi anche nel Mediterraneo.

Quando è ancora acerba è verde, croccante e leggermente acidula. Con la maturazione cambia colore, diventando giallastra e poi bruno-rossastra. Quando è molto matura la buccia tende a raggrinzirsi e la polpa diventa particolarmente dolce.

Per forma e sapore ricorda in qualche modo un piccolo dattero, tanto che viene chiamata anche “dattero cinese”.

È un frutto semplice, ma molto versatile: può essere mangiato fresco oppure essiccato e trasformato in confetture, sciroppi, dolci e liquori.

La storia della giuggiola ad Arquà Petrarca

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La storia della giuggiola è molto più antica di quella di Arquà Petrarca.

Il giuggiolo ha origini asiatiche e la sua coltivazione si è diffusa nel corso dei secoli verso il Mediterraneo. Anche i Romani conoscevano e utilizzavano il frutto.

Sui Colli Euganei, grazie al clima favorevole, il giuggiolo si è adattato bene ed è entrato nel paesaggio agricolo locale.

Ad Arquà Petrarca la tradizione si è conservata più a lungo che altrove e la giuggiola è diventata parte dell’identità del paese.

La Regione Veneto inserisce la Giuggiola dei Colli Euganei tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del territorio. È importante però ricordare che un PAT non è una DOP o una IGP: si tratta del riconoscimento di una tradizione alimentare consolidata nel tempo.

Quando si raccolgono le giuggiole?

La raccolta avviene generalmente tra la fine dell’estate e l’autunno, anche se il periodo preciso può cambiare in base al clima e al grado di maturazione.

Le giuggiole possono essere consumate in diversi momenti.

Da verdi sono più croccanti e acidule; quando maturano diventano progressivamente più dolci e aromatiche.

Quando la buccia comincia a raggrinzirsi il frutto raggiunge una maturazione particolarmente interessante per molte preparazioni tradizionali.

È proprio in questo periodo che Arquà Petrarca dedica alla giuggiola la sua festa più conosciuta.

Il famoso Brodo di Giuggiole

Quando si parla di Arquà Petrarca è quasi impossibile non parlare del Brodo di Giuggiole.

Il nome può trarre in inganno: non si tratta di un brodo nel senso tradizionale del termine, ma di un liquore dolce e aromatico preparato utilizzando le giuggiole mature.

Le ricette possono cambiare a seconda del produttore. In alcune preparazioni, oltre alle giuggiole, vengono utilizzati frutti come mele cotogne, melograno e uva, insieme a zucchero e altri ingredienti aromatici.

Il risultato è una bevanda dal colore ambrato-rossastro, profumata e dolce, tradizionalmente servita alla fine del pasto.

È diventata talmente legata ad Arquà Petrarca da essere ormai considerata una delle specialità più rappresentative del paese.

“Essere in brodo di giuggiole”: da dove viene il modo di dire?

Tutti conosciamo l’espressione “essere in brodo di giuggiole”, usata quando siamo molto felici o soddisfatti.

Ma attenzione: non è corretto dire che il modo di dire sia nato ad Arquà Petrarca.

La sua origine è molto più antica e la storia linguistica è piuttosto complessa. Una delle interpretazioni collega le prime forme dell’espressione al “brodo di succiole”, cioè alle castagne cotte in acqua, che nel tempo sarebbe stato associato alle giuggiole.

Arquà Petrarca non ha quindi inventato il modo di dire.

Ha però mantenuto viva una vera tradizione gastronomica legata al frutto e al suo liquore, contribuendo a rendere il Brodo di Giuggiole famoso in tutta Italia.

E il giuggiolo di Petrarca?

Il nome di Arquà è naturalmente legato a Francesco Petrarca, che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita.

Il borgo conserva ancora oggi la casa del poeta e la sua tomba ed è una delle località più suggestive dei Colli Euganei.

Nel corso del tempo sono nate numerose storie sul rapporto tra Petrarca e le giuggiole, ma è meglio distinguere le curiosità dalla documentazione storica.

Non è necessario attribuire al poeta una particolare passione per questo frutto per comprenderne l’importanza attuale: oggi il giuggiolo è semplicemente uno degli elementi caratteristici del paesaggio e della gastronomia di Arquà.

Giuggiole dei Colli Euganei: cosa si produce oggi?

La produzione delle giuggiole non è paragonabile a quella delle grandi colture frutticole italiane.

Si tratta soprattutto di una produzione di nicchia, legata a piccole coltivazioni, aziende agricole e laboratori artigianali.

Ad Arquà Petrarca il frutto viene ancora utilizzato per preparare:

  • Brodo di Giuggiole;
  • confetture;
  • gelatine;
  • sciroppi;
  • giuggiole sotto grappa;
  • dolci;
  • prodotti da forno;
  • altri liquori e specialità artigianali.

Esistono ancora aziende locali che coltivano giuggioli e trasformano direttamente i frutti. È proprio questa piccola produzione artigianale a mantenere viva la tradizione.

Tra le realtà locali si trova anche l’Azienda agricola Scarpon, che da generazioni è legata alla coltivazione del giuggiolo e alla produzione di Brodo di Giuggiole e altre specialità.

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La Festa delle Giuggiole

Il momento migliore per conoscere questa tradizione è l’autunno.

Ad Arquà Petrarca si svolge infatti la Festa delle Giuggiole, manifestazione dedicata al frutto simbolo del paese.

La festa si tiene tradizionalmente tra la fine di settembre e ottobre, nel periodo della raccolta, e porta nel borgo prodotti locali, degustazioni e specialità a base di giuggiole.

È un’occasione interessante anche per scoprire il centro storico e gli altri prodotti dei Colli Euganei.

Giuggiole di Arquà e giuggiole delle altre regioni

Il giuggiolo non è una pianta esclusiva del Veneto.

È coltivato anche in altre zone d’Italia, soprattutto dove il clima è favorevole, e la giuggiola viene utilizzata per conserve, dolci e liquori.

Quello che rende particolare la Giuggiola dei Colli Euganei non è quindi il fatto di essere l’unica giuggiola italiana, né è corretto affermare che sia necessariamente “la migliore”.

La sua caratteristica principale è il fortissimo legame con Arquà Petrarca e con la tradizione gastronomica del territorio.

In altre regioni il frutto può essere consumato fresco o trasformato in conserve; ad Arquà è diventato invece il protagonista di una vera identità gastronomica, legata soprattutto al Brodo di Giuggiole.

Lo Zaleto di giuggiole

Una curiosità particolarmente interessante è lo Zaleto di giuggiole.

Gli Zaleti sono i tradizionali biscotti veneti preparati con farina di mais e uvetta. Ad Arquà esiste anche una variante che utilizza le giuggiole.

È un esempio perfetto di come un prodotto locale possa entrare in ricette diverse e creare nuove specialità.

La tradizione degli Zaleti e quella della giuggiola si incontrano quindi in un biscotto che unisce due elementi tipici della gastronomia veneta.

Come mangiare le giuggiole?

La maniera più semplice è mangiarle fresche e mature.

Ma si possono anche gustare:

  • essiccate;
  • sotto grappa;
  • in confettura;
  • nei dolci;
  • nei biscotti;
  • trasformate in liquore.

Il Brodo di Giuggiole viene generalmente servito fresco, alla fine del pasto, come liquore da meditazione.

La sua dolcezza lo rende interessante anche con pasticceria secca, cioccolato fondente, gelato alla vaniglia e alcuni formaggi stagionati.

Un piccolo frutto diventato simbolo

Forse è proprio questo il bello delle giuggiole di Arquà Petrarca.

Non sono un prodotto di massa e non hanno la fama delle grandi produzioni frutticole italiane.

Sono un piccolo frutto che una comunità ha saputo trasformare in territorio, tradizione e cultura gastronomica.

La giuggiola è presente nel paesaggio, nelle feste, nelle botteghe e nelle ricette locali.

E soprattutto ha dato vita a uno dei liquori più curiosi del Veneto.

Perciò, se vi trovate sui Colli Euganei in autunno, fate una passeggiata ad Arquà Petrarca.

Assaggiate una giuggiola fresca, provate qualche prodotto artigianale e, naturalmente, non dimenticate un bicchierino di Brodo di Giuggiole.

Perché qui quel famoso modo di dire ha davvero un sapore.

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