Un formaggio morbido, giovane e profondamente bellunese
Ci sono prodotti che non hanno bisogno di essere famosi in tutta Italia per raccontare bene il luogo da cui arrivano.
Il Confós è uno di questi.
È un formaggio vaccino a pasta morbida e semicotta, prodotto nel cuore della Valbelluna, a Sant’Antonio Tortal, nel territorio di Borgo Valbelluna, dalla storica Latteria Sant’Antonio di Tortal.
Un formaggio ancora poco conosciuto fuori dal territorio bellunese, ma proprio per questo interessante per chi ama andare alla scoperta delle eccellenze venete e dei prodotti tipici che conservano un legame autentico con la propria terra.
Il Confós racconta infatti una valle, il lavoro degli allevatori locali e una tradizione casearia che continua ancora oggi.
Il Confós nasce in Valbelluna
Per conoscere davvero questo formaggio bisogna partire dal suo territorio.
Sant’Antonio Tortal si trova nella parte meridionale della Valbelluna, ai piedi del territorio del passo San Boldo, in un paesaggio dove la montagna convive da sempre con piccoli allevamenti e attività agricole.
È qui che opera la Latteria Sant’Antonio di Tortal, una realtà cooperativa con una storia che affonda le proprie radici negli anni Trenta.
Costituita come latteria turnaria nel 1931, fu inaugurata nel 1932 ed in seguito si trasformo il cooperativa agricola. La sua nascita rispondeva a un’esigenza molto concreta: raccogliere il latte prodotto dalle piccole aziende agricole della zona e trasformarlo direttamente sul territorio.
Una filosofia che, con le necessarie evoluzioni, è rimasta parte dell’identità della latteria.
Il Confós nasce proprio da questo rapporto stretto fra latte, territorio e trasformazione locale.
Come si produce il Confós
La lavorazione è uno degli aspetti che rendono interessante il Confós.
Si parte dal latte raccolto e si procede con la coagulazione a circa 40 °C.
Dopo l’aggiunta del caglio, la cagliata viene lasciata riposare per circa mezz’ora, il tempo necessario perché raggiunga la consistenza adatta alle lavorazioni successive.
A questo punto viene effettuata la spinatura, cioè il taglio e la lavorazione della cagliata. Nel caso del Confós la grana viene mantenuta piuttosto grossa.
La cagliata viene quindi nuovamente riscaldata, arrivando a circa 42 °C, e lasciata riposare.
Ed è qui che entrano in gioco gesti che raccontano bene la tradizione casearia.
La massa viene estratta utilizzando le tele, secondo un sistema di lavorazione di stampo tradizionale, e trasferita nelle fascere.
Il formaggio viene quindi pressato e lasciato procedere nella propria evoluzione fino al raggiungimento della corretta acidità.
A quel punto arriva la salatura.
Il Confós viene immerso nella salamoia per circa 48 ore. Terminata questa fase, le forme vengono trasferite in cantina, dove inizia la maturazione.
La stagionatura dura circa un mese.
È un percorso relativamente breve, ma sufficiente a dare al formaggio le caratteristiche che lo rendono piacevole da gustare giovane.
Un formaggio morbido e facile da portare in tavola
Il Confós non è un formaggio che chiede grandi preparazioni.
La sua pasta morbida e la stagionatura contenuta lo rendono particolarmente adatto al consumo quotidiano.
Può essere servito semplicemente a temperatura ambiente, tagliato a fette oppure a piccoli pezzi.
È perfetto su un tagliere accompagnato da pane rustico, ma può trovare spazio anche in cucina.
E qui arriva uno dei suoi punti di forza: la sua versatilità.
Il Confós può accompagnare prodotti dolci come miele e confetture, ma anche frutta fresca, noci e pane casereccio.
E quando arriva sulla tavola insieme alla polenta, il collegamento con la cucina di montagna viene quasi naturale.
Sono abbinamenti semplici, senza bisogno di costruire ricette complicate.
Perché il Confós è un formaggio da conoscere
Il valore del Confós non sta soltanto nelle sue caratteristiche organolettiche.
C’è anche tutto ciò che sta dietro alla forma di formaggio.
C’è una latteria cooperativa nata quasi un secolo fa.
Ci sono gli allevatori che conferiscono il latte.
C’è un territorio di montagna nel quale l’agricoltura ha sempre avuto un ruolo importante.
E ci sono tecniche di lavorazione nelle quali alcuni gesti tradizionali sono ancora riconoscibili.
Quando acquistiamo un prodotto come il Confós, quindi, non stiamo scegliendo soltanto un formaggio.
Stiamo scegliendo un prodotto che mantiene un legame concreto con il territorio veneto.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dei piccoli prodotti locali: permettono di conoscere il Veneto anche attraverso specialità che non hanno ancora raggiunto la notorietà dei grandi marchi della gastronomia regionale.
La Latteria Sant’Antonio di Tortal e il valore della filiera locale
Il Confós è strettamente legato alla Latteria Sant’Antonio di Tortal.
La latteria rappresenta una di quelle realtà che hanno contribuito a mantenere viva la trasformazione del latte nelle aree rurali e montane del Bellunese.
La raccolta del latte dalle aziende agricole locali permette di mantenere un rapporto diretto con il territorio, mentre la trasformazione avviene nella stessa zona di produzione.
La gamma della latteria comprende diversi formaggi e prodotti lattiero-caseari, ma il Confós ha una sua precisa identità.
È un formaggio giovane, morbido e legato alla tradizione locale, che permette di portare sulla tavola un piccolo assaggio della Valbelluna.
Per chi si trova da queste parti, anche una visita alla latteria e al suo spaccio può diventare un modo piacevole per conoscere più da vicino questa realtà.
E, naturalmente, per chi cerca prodotti veneti da acquistare, può essere interessante scoprire direttamente le produzioni disponibili.
Confós: anche il nome racconta il territorio
C’è una curiosità che rende ancora più particolare questo formaggio.
Confós è anche il nome di una località del territorio di Borgo Valbelluna, nell’area di Trichiana.
Il nome del formaggio si inserisce quindi in una geografia molto precisa.
Non è semplicemente un nome scelto per distinguere una produzione casearia: richiama il territorio nel quale questa tradizione prende forma.
È un dettaglio che aiuta a capire quanto, nella gastronomia veneta, il rapporto fra prodotto e luogo possa essere stretto.
Il Confós nella cucina veneta
Un formaggio come il Confós si presta bene a una cucina semplice, quella nella quale gli ingredienti vengono valorizzati senza essere coperti da preparazioni troppo elaborate.
Provatelo con una fetta di polenta calda, lasciandolo ammorbidire leggermente.
Oppure mettetelo su un tagliere insieme a pane casereccio, qualche noce e un cucchiaino di miele.
Può essere utilizzato anche per rendere più ricche alcune preparazioni calde, sfruttando la sua pasta morbida.
E c’è un altro modo molto semplice per apprezzarlo: assaggiarlo da solo.
Tagliate una fetta, lasciatela qualche minuto fuori dal frigorifero e provatela con del buon pane.
È spesso il modo migliore per capire un formaggio e apprezzarne la personalità.
Un piccolo protagonista delle eccellenze venete
Quando si parla di prodotti tipici veneti, il rischio è concentrarsi soltanto sulle specialità più conosciute.
Il Veneto, invece, è pieno di prodotti locali che meritano attenzione proprio perché sono profondamente legati a una zona, a una tradizione e a chi continua a produrli.
Il Confós appartiene a questa categoria.
È una specialità della Valbelluna che porta con sé una storia fatta di latte locale, lavoro cooperativo e conoscenze casearie tramandate nel tempo.
Non pretende di essere qualcosa di diverso da quello che è.
Ed è forse proprio questa la sua forza.
Un formaggio semplice, prodotto in montagna, con una stagionatura breve e una lavorazione che conserva ancora alcuni gesti della tradizione.
Dove trovare il Confós
Il Confós viene prodotto dalla Latteria Sant’Antonio di Tortal, a Sant’Antonio Tortal, nel comune di Borgo Valbelluna.
La latteria dispone anche di uno spaccio aziendale nel quale vengono proposti i prodotti della cooperativa.
La disponibilità del Confós può naturalmente variare, quindi, se avete intenzione di acquistarlo direttamente, è consigliabile verificare preventivamente la presenza del prodotto e gli orari di apertura.
Per chi visita la Valbelluna può essere una sosta interessante.
Si arriva per conoscere un formaggio e si finisce per scoprire una piccola parte della storia agricola e gastronomica del territorio.
Ed è proprio questo il bello dei prodotti tipici veneti.
Perché assaggiare il Confós?
Se amate i formaggi italiani e siete alla ricerca di specialità meno conosciute, il Confós merita un posto sulla vostra tavola.
La pasta morbida, la stagionatura di circa un mese e il carattere delicato lo rendono facile da abbinare e adatto a diverse occasioni.
Ma soprattutto racconta la Valbelluna.
Racconta una latteria nata negli anni Trenta, il latte raccolto nelle aziende agricole del territorio e una lavorazione nella quale la manualità conserva ancora il suo spazio.
È una piccola eccellenza veneta che forse non tutti conoscono ancora.
Ed è proprio per questo che vale la pena scoprirla.
Confós: dalla Valbelluna alla tavola, un modo semplice per assaporare il Veneto più autentico.
Fonti documentali
In collaborazione con Latteria Sant’Antonio di Tortal. Questo articolo è realizzato in partnership con il nostro sponsor

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