Zucca Santa Bellunese

storia, caratteristiche e tradizione della Valbelluna

ricetta risotto zucca santa di belluno

Una piccola grande eccellenza dell’autunno bellunese

Quando arriva l’autunno e sulle montagne di Belluno l’aria comincia a farsi più fresca, torna anche lei: la Zucca Santa Bellunese.

È una zucca particolare, legata alla Valbelluna e al territorio del Piave, che per generazioni ha fatto parte della cucina delle famiglie contadine. Oggi è considerata uno dei prodotti più caratteristici della gastronomia bellunese e rientra tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Veneto.

La sua storia è interessante perché racconta bene una cosa che ci piace molto: come un prodotto semplice, un tempo quasi povero, possa tornare a essere una vera eccellenza veneta grazie alla riscoperta delle varietà locali e al lavoro di chi continua a coltivarla.

Che cos’è la Zucca Santa Bellunese?

La Zucca Santa Bellunese appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, genere Cucurbita, specie Cucurbita maxima Duchesne.

È una classica zucca da inverno, cioè una zucca che viene lasciata maturare completamente prima della raccolta.

Il suo aspetto è abbastanza inconfondibile: il frutto è voluminoso e tende ad avere una forma appiattita nella parte superiore. La buccia è dura, generalmente verde, ma può presentare zone gialle o sfumature rosate, oltre a caratteristiche costolature e irregolarità.

La parte che interessa maggiormente in cucina è naturalmente la polpa: giallo-arancio intenso, dolce, delicata e piuttosto fine.

Secondo la scheda descrittiva del prodotto, il peso medio si aggira intorno ai 3 chili, anche se nella produzione reale possono essere presenti esemplari di dimensioni maggiori.

Dove nasce la Zucca Santa?

Il suo territorio storico è la Valbelluna, con particolare riferimento alle zone lungo l’asta del fiume Piave.

Uno dei luoghi più strettamente legati a questa zucca è Caorera, oggi frazione del comune di Setteville, dove da molti anni viene organizzata la tradizionale Sagra della Zucca.

Non è un dettaglio secondario.

La presenza dell’acqua, i terreni fertili della valle e gli spazi disponibili hanno favorito nel tempo la coltivazione di questo ortaggio. Ancora oggi la produzione rimane fortemente legata al territorio bellunese.

Dalla cucina contadina a una vera eccellenza veneta

Per molto tempo la Zucca Santa non è stata considerata una prelibatezza.

Era semplicemente una delle risorse dell’orto e dei campi, coltivata anche ai margini delle altre colture. Le famiglie contadine la utilizzavano per l’alimentazione domestica e, in passato, anche per quella degli animali.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più curiosi della sua storia.

Come è successo con molti altri prodotti della cucina veneta, anche la zucca nasce da una cucina fatta di pochi ingredienti, stagionalità e zero sprechi.

Con il passare degli anni, però, le varietà più moderne e produttive hanno rischiato di mettere in secondo piano quella tradizionale.

La Zucca Santa Bellunese è così arrivata a un passo dall’essere dimenticata.

Il recupero della coltivazione e la valorizzazione del prodotto hanno permesso invece di riportarla sulle tavole e nei ristoranti, trasformando una vecchia coltura locale in una delle più interessanti eccellenze agroalimentari delle Dolomiti Bellunesi.

Il Consorzio di tutela e la rinascita del prodotto

Un momento importante arriva nel 2011, quando a Caorera viene costituito il Consorzio di Tutela della Zucca Santa Bellunese.

L’obiettivo è chiaro: proteggere, valorizzare e promuovere il prodotto, mantenendone il legame con il territorio e favorendone anche la commercializzazione.

La tracciabilità è un altro elemento importante, perché quando si parla di prodotti tradizionali non basta utilizzare un nome famoso: conta anche sapere da dove arriva quello che mettiamo nel piatto.

La Zucca Santa Bellunese è inoltre inserita nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

La sua presenza è documentata anche tra i prodotti valorizzati dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Come viene coltivata oggi?

La coltivazione moderna non ha cancellato completamente il modo tradizionale di produrre questa zucca.

Una testimonianza pubblicata nel 2025 descrive coltivazioni ancora presenti lungo le sponde del Piave, spesso come coltura complementare rispetto ad altre produzioni agricole.

La pianta ha bisogno soprattutto di spazio: sviluppa tralci lunghi e vigorosi e può raggiungere mediamente i 4-5 metri.

La coltivazione tradizionale prevede inoltre un terreno fertile e una buona disponibilità d’acqua.

La produzione rimane comunque piccola rispetto alle grandi coltivazioni commerciali di zucche. Proprio questa dimensione contenuta contribuisce a mantenere forte il legame tra prodotto, agricoltori e territorio.

La Pro Loco di Caorera segnala una produzione annuale nell’ordine di alcune decine di quintali, con una parte destinata anche alla trasformazione. È un dato che aiuta a capire quanto siamo lontani dalle produzioni industriali di massa.

Quando si raccoglie?

La Zucca Santa Bellunese è una zucca autunnale.

La raccolta avviene generalmente tra settembre e ottobre, quando il frutto ha completato la maturazione.

Essendo una zucca da inverno, può essere conservata e consumata anche nei mesi successivi. È proprio questa caratteristica che un tempo la rendeva preziosa nelle dispense delle famiglie contadine: raccolta in autunno, poteva accompagnare la cucina anche durante la stagione fredda.

Come si usa in cucina?

Qui arriva la parte più divertente, perché la Zucca Santa Bellunese è davvero versatile.

La sua polpa dolce e delicata si presta sia alle preparazioni salate sia a quelle dolci.

In Valbelluna viene utilizzata per preparare:

  • gnocchi di zucca;
  • risotti;
  • minestre e zuppe;
  • crespelle;
  • lasagne e pasticci;
  • tagliatelle;
  • contorni;
  • zucca in agrodolce;
  • torte;
  • biscotti;
  • marmellate e confetture;
  • pane e altri prodotti da forno.

Durante la Sagra della Zucca di Caorera, la tradizione viene praticamente messa tutta in tavola: negli anni sono stati proposti gnocchi, crespelle, lasagne, risotti, tagliatelle, dolci, biscotti, gelato e numerose trasformazioni della zucca.

Se vuoi provarla in una ricetta semplice e casalinga, puoi partire dal nostro risotto con Zucca Santa e ricotta, oppure dalla torta con la zucca bellunese.

Zucca Santa Bellunese e altre zucche: quali sono le differenze?

A prima vista tutte le zucche possono sembrare abbastanza simili, ma in cucina le differenze si sentono.

La Zucca Santa Bellunese si distingue soprattutto per il suo legame territoriale, per la polpa giallo-arancio, il gusto dolce e delicato e la consistenza adatta a molte preparazioni.

La Delica, molto diffusa in Italia, è invece una varietà moderna particolarmente apprezzata per la polpa compatta, il sapore dolce e la praticità.

La Marina di Chioggia, anch’essa legata al Veneto, è facilmente riconoscibile per la buccia verde molto rugosa e bitorzoluta. È una zucca tradizionale dell’area lagunare e viene utilizzata soprattutto in cucina.

La differenza fondamentale, quindi, non è semplicemente “quale zucca è più buona”. Sono prodotti diversi, con caratteristiche, storie e territori differenti.

Ed è proprio questo il bello della biodiversità agricola italiana.

Una curiosità: perché si chiama “Santa”?

Il nome incuriosisce parecchio.

La Zucca Santa è conosciuta localmente anche con denominazioni dialettali come “zuca santa”, ma non esistono elementi sufficientemente solidi per attribuire il nome a una particolare proprietà religiosa o “miracolosa”.

È quindi meglio considerarlo come un antico nome tradizionale del prodotto, evitando spiegazioni fantasiose che non trovano una documentazione affidabile.

Quello che invece è ben documentato è il ruolo che questa zucca ha avuto nella vita rurale della Valbelluna e il suo successivo recupero come prodotto identitario del territorio.

La Sagra della Zucca di Caorera

Se volete conoscere davvero questo prodotto, c’è un appuntamento che vale la pena segnare sul calendario: la Sagra della Zucca di Caorera.

È una manifestazione nata proprio per valorizzare la Zucca Santa Bellunese e nel tempo è diventata un momento importante per far conoscere la tradizione gastronomica locale.

Qui la zucca non è soltanto esposta: viene cucinata, trasformata, assaggiata e raccontata.

Ed è forse questo il modo migliore per capire cosa rappresenta davvero una specialità veneta: non soltanto un ingrediente, ma un pezzo di territorio che continua a vivere attraverso le persone che lo coltivano e lo portano in tavola.

Una piccola zucca, una grande storia

La Zucca Santa Bellunese è uno di quei prodotti che dimostrano quanto sia ricco il patrimonio agricolo del Veneto.

Non è una coltivazione industriale e non vuole esserlo.

Il suo valore sta proprio nella dimensione locale, nella biodiversità, nella memoria contadina e nel lavoro di chi ha scelto di recuperare una varietà che rischiava di scomparire.

Dalla Valbelluna al Piave, dalle vecchie dispense alle cucine dei ristoranti, questa zucca continua a raccontare una storia molto semplice: quando un territorio protegge i suoi prodotti, protegge anche una parte della propria identità.

E quando arriva l’autunno, una fetta di Zucca Santa Bellunese cotta al forno, un buon risotto o un piatto di gnocchi sono forse il modo più gustoso per ricordarsene.


Fonti e approfondimenti

Copyright 2019 GEMINI SNC – Riproduzione vietata


panificio de gan mel

Il panificio artigianale De Gan a Mel di Borgo Valbelluna produce delle ottime focacce e del pane con la zucca assolutamente da provare.

1 Trackback / Pingback

  1. Risotto con Zucca Santa e Ricotta: Ricetta Cremosa Veneta

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leave the field below empty!